Ponyo, tra realtà e fantasia

Le opere di Hayao Miyazaki le conoscono tutti. Ha incantato generazioni di bambini sia sul piccolo che sul grande schermo. Per quei pochi che ancora non conoscono i suoi lavori basti ricordare che il suo lungometraggio “La città Incantata” nel 2001 gli è valso l’Orso d’Oro al Festival di Berlino e l’Oscar. Le sue opere sono sempre un misto di realtà e fantasia, in cui però non mancano mai temi importanti come l’ecologia, l’amicizia, la pace…
Il suo nuovo film d’animazione racconta di una pesciolina molto particolare che fugge dal padre che la tiene segregata nei fondali marini per “salvarla dal mondo”. Ponyo, questo è il nome della protagonista, si ritrova in superficie e diventa amica di un ragazzino, Sosuke, che le salva la vita . Il problema è che Ponyo vuole diventare una bambina per restare sulla terraferma con il suo nuovo amico. Qui inizierà l’avventura vera e propria. Corollario a tutta questa storia sono gli adulti, con la loro vita reale di tutti i giorni che lascia poco spazio alla fantasia. Il mondo visto da due posizioni così distanti alla fine troverà una sua armonia proprio grazie alla cooperazione tra le due parti.

Ancora una volta Miyazaki lascia da parte la computer grafica per disegnarci paesaggi stupendi, poetici, caratterizzare personaggi mai banali, dimostrando che forse c’è ancora tempo per mettere nel cassetto la matita.