Questa settimana al cinema esce il nuovo film di Pupi Avati “Il figlio più piccolo” con Christian De Sica in un ruolo “serio”, insieme alle commedie “Che fine hanno fatto i Morgan?” con Sarah Jessica Parker e Hugh Grant e “Il missionario” prodotto da Luc Besson, all’ennesima riedizione di un film sull’uomo lupo “Wolfman“, al nuovo scanzonato film di Emir Kusturica “Promettilo!” e al vincitore del 27° Torino Film Festival “La bocca del lupo“.
La commedia “Che fine hanno fatto i Morgan?” racconta la vicenda di una coppia di successo di Manhattan, Meryl e Paul Morgan (Sarah Jessica Parker e Hugh Grant), la cui vita quasi perfetta ha un solo evidente difetto: un matrimonio a pezzi. Ma i problemi sentimentali sono nulla in confronto a quanto i due dovranno affrontare: trovandosi testimoni di un omicidio, diventano bersaglio di un killer di professione. Per proteggere i testimoni, i Federali sradicano i Morgan dall’amata New York e li nascondono in una piccola cittadina del Wyoming, dove la loro relazione disastrata rischia definitivamente il collasso. A meno che, nella nuova vita, libera dal BlackBerry, i Morgan non riescano a rilassarsi un po’ e riaccendere la passione.
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Dopo la storia “corale” descritta nel “Gli Amici del Bar Margherita” Pupi Avati affronta nuovamente un “ritratto di famiglia”, che si svolge tra il presente e il ricordo. Protagonista della vicenda l’industriale Luciano Baietti il quale, dopo un matrimonio riparatore, si allontana dalla giovane moglie, Fiamma, e dai suoi figli, Paolo e Baldo. Anni dopo Luciano, coinvolto in affari poco puliti, ricompare nella vita di Baldo, spinto dalla necessità di evitare un tracollo economico e trascinandolo cinicamente in un giro rischioso e più grande di lui. Avati ha scelto come protagonista del film Christian De Sica, ripetendo le esperienze precedenti di affidare ad un attore brillante un ruolo “serio” e drammatico: come ha già fatto con Diego Abatantuono, Carlo delle Piane, Antonio Albanese o Ezio Greggio nel recente “Il Papà di Giovanna”.
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Ispirato al classico film della Universal che ha lanciato l’horror, Wolfman riporta alle sue origini leggendarie il mito di un uomo maledetto. Il premio Oscar® Benicio Del Toro (“Che”, “Traffic”) interpreta Lawrence Talbot, un nobile che torna nella casa di famiglia dopo la sparizione di suo fratello. Riunito con suo padre a lui estraneo, il premio Oscar® Anthony Hopkins (“Il silenzio degli innocenti”, “Hannibal”), Talbot parte alla ricerca di suo fratello… e scopre per se stesso un destino terrificante.
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Dopo sette anni passati in prigione Mario Diccara è libero. Non avendo regolato tutti i suoi conti con la malavita, chiede alla sola persona di cui si fida, suo fratello Patrick, di trovargli un nascondiglio dove rimettersi in sesto per qualche tempo. Patrick, che è un prete, gli suggerisce di raggiungere Padre Etienne in un paesino dell’Ardèche. Mario indossa una tunica da prete e si mette in viaggio. Ma al suo arrivo incominciano le noie: Padre Etienne è da poco morto e gli abitanti del paesino pensano che Mario sia il nuovo parroco…
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Il giovane Tsane vive con il nonno e la mucca Cvetka su una remota collina. Quando il nonno avverte di essere arrivato agli ultimi giorni della sua vita, chiede al nipote di onorare tre promesse: Tsane deve recarsi nella città più vicina e vendere la mucca al mercato, poi, con i soldi ricavati, deve comprare un’icona religiosa e qualche cosa che desidera veramente per sé. In ultimo, deve trovare una moglie e tornare a casa con lei prima della morte dell’anziano parente. Il giovane riesce a mantenere le prime due promesse, ma la terza sembra veramente difficile da rispettare. Finché, un giorno, Tsane incontra Jasna.
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Un uomo torna a casa, dopo una lunga assenza. Scende al volo da un treno in una livida città portuale. L’attraversa cercando i luoghi di un tempo, ormai in dismissione, che affiorano alla memoria nel loro antico splendore. Nella piccola dimora nel ghetto della città vecchia, l’aspetta da anni una cena fredda e la compagna di una vita. Mary in strada ed Enzo in carcere si sono aspettati e voluti sin dal tempo del loro incontro dietro le sbarre, quando ancora si mandavano messaggi muti, registrati su cassette nascoste. Una casetta in campagna sopra la città e il suo mare, questo è il loro sogno, lontano dal tempo presente, sospeso in un altro tempo di semplice felicità . Ora e ancora, condividono il loro destino furtivo con i compagni degli abissi nel dedalo di Croce Bianca, Madre di Dio, Sottoripa… nomi antichi di un posto non ancora moderno dove il Novecento s’è incagliato come una nave senza ancora.
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