Archive for agosto, 2008

ago 13 2008

Anteprima: Kung Fu Panda, siamo sicuri che i sogni non si realizzano?

Published by Giuliano under anticipazioni

Ecco arrivare nelle sale (29 agosto 2008) Po, un simpatico e goffo panda, cameriere di un ristorante cinese, di proprietà del padre, che sogna di diventare un campione del Kung Fu. Inadatto alle discipline marziali in quanto sovrappeso e incapace di resistere ai richiami della gola, viene prescelto da un’antica profezia a combattere a fianco dei guerrieri più abili di tutta la Cina, Scimmia, Gru, Mantide, Vipera, Tigre, sotto la guida del maestro Shifu. Il papà Oca ha un progetto ben diverso per il suo futuro: lasciargli in eredità il ristorante nella speranza che diventi un grande chef.

Kung Fu Panda

Kung Fu Panda, capolavoro di tecnologia della Dreamworks Animation in partnership con HP, ha richiesto l’utilizzo di 400 Work Station formando la più grande server farm del cinema d’animazione. 448 persone hanno lavorato per un totale di un milione di ore. I team coinvolti nel progetto sono stati connessi tramite videoconferenza che ha permesso di lavorare come se si fosse nella stessa stanza. Questa infrastruttura della Dreamworks, basata su Halo Collaboration Studio di HP, ha consentito una maggiore partecipazione da parte di tutti i soggetti coinvolti: produttori, registi, artisti, animatori.

Una delle sfide tecnologiche è stata quella di riprodurre le mille sfaccettature della seta con la computer grafica. Il rendering ha richiesto circa 24 milioni di ore suddivise tra i server (Shrek ne aveva richieste 4 volte meno). Questo film è un ulteriore passo in avanti verso il realismo. “Siamo ad un passo dal poter realizzare attori digitali ma non è detto che siano meno costosi di quelli veri” afferma Kate Swanborg, Technology Executive alla DreamWorks Animation.

La voce del Panda in Italia è stata affidata a Fabio Volo, personaggio pubblico poliedrico: attore (lo abbiamo visto in “Casomai” e “La Febbre” di Alessandro D’Alatri e “Bianco e Nero” di Cristina Comencini), deejay in Radio Deejay, scrittore (suoi alcuni successi editoriali come “Esco a fare due passi” e “Un posto nel mondo“), e autore di programmi televisivi.

Per chi ancora non avesse visto i precedenti capolavori della Dreamworks, consiglio Shrek 1, 2, 3 (è in lavorazione il quarto episodio), Madagascar (a dicembre esce il secondo episodio), Flushed Away (da noi “Giù per il tubo”) e Shark Tale.

Il Time Magazine lo definisce ”un piatto magistrale composto di incredibile arte visiva e di un divertimento che ti sazia, Jack Black, la voce di Po in originale, ”un incrocio tra La spada nella roccia e Karate Kid“. Dustin Hoffman, il maestro Shifu, dice “c’è un supereroe in ciascuno di noi, basta saperlo cercare” e Angelina Jolie ci svela che ”Il mio cartoon preferito è Dumbo che insegna una cosa fondamentale ai bambini: puoi essere una persona speciale anche se hai un difetto fisico”. Insomma, il messaggio del film? Bisogna credere nei propri sogni pur in difficoltà evidenti come il fisico, le movenze poco adatte per il Kung Fu del panda Po. E questi sogni non sempre coincidono con quelli dei genitori.

Citazione: “Yesterday is history, tomorrow is a mystery, but today is a gift. That is why it is called the present…” [Oogway]

Vi consiglio il sito internet ufficiale, dove si possono trovare giochi, screensaver, wallpaper, tre trailer, 5 clip e note di produzione.

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ago 07 2008

Il Product Placement, nuova forma di comunicazione

Published by Giuliano under marketing

Guardando i film proposti dalla cinematografia americana possiamo notare in frangenti di alcune pellicole una delle più remunerative strategie per finanziare un film e promuoverlo: il “Product Placement“, letteralmente collocamento del prodotto.

Il “Product Placement” è una tecnica di comunicazione commerciale con cui l’immagine di un prodotto è collocata in modo apparentemente casuale all’interno di scene di un film, come forma di pubblicità di un’azienda che paga alla produzione un corrispettivo negoziato e disciplinato all’interno di un contratto, con accordi e reciproci diritti e doveri, nel quale è inserita anche la regolamentazione nell’utilizzo di merchanding e licensing del prodotto.

In America è nota l’esistenza del contratto e a grandi linee i relativi contenuti tra l’azienda sponsor e la casa di produzione. La news è divulgata attraverso giornali, network tv, internet e altri media, facendo diventare il product placement una tecnica sofisticata diretta a sostenere la notorietà di un prodotto. L’automobile Lexus in “Minority Report“, i nokia di “The Matrix“, le mini in “The Italian Job“, la FedEx in “Cast Away” e naturalmente la Aston Martin di James Bond sono solo alcuni esempi.

minorityreportlexus

castawayfedex1

Aston Martin 007

Il primo esempio di product placement risale al film “Vertigine” (titolo originale “Laura“) del 1944, tra l’altro oscar per la migliore fotografia, dove il protagonista nella scena finale ordinava un whisky “Black Pony”, marca inventata, che creò una tale confusione che produttori di whisky e i produttori cinematografici siglarono un accordo per fare pubblicità al Jack Daniels, una marca realmente presente sul mercato. Possiamo dire però che il product placement è esistito sin dai tempi dei Lumiere che per scopo pubblicitario filmavano l’uscita degli operai dalla propria fabbrica.

Nel 1982 E.T. – l’extraterrestre di Steven Spielberg fa scuola con l’accordo siglato con Reeve’s Pieces e diventa esempio da manuale per i futuri studiosi di product placement. Caso eclatante è stato l’impennata di contatti nel sito Equisearch.com dopo “L’uomo che sussurrava ai cavalli” con Robert Redford nel 1998. Per quanto riguarda internet è da segnalare il successo di AOL (America On Line), uno dei maggiori provider americani, dopo la presenza nel film a tema “C’e posta per te” nello stesso anno. Nel 2001 un invasione aliena viene fermata grazie ad uno shampoo in Evolution e nel recente Minority Report del 2002 la trama, il soggetto e la sceneggiatura sono stilati comprensivi di vari brand.

In Italia questa forma di pubblicità era fino a poco tempo additata come “pubblicità occulta” e finora vietata, divieto ribadito nel decreto legislativo del 1992 e dalla direttiva europea del 1997. Con l’approvazione del decreto legislativo varato da Urbani che ha riformato il finanziamento pubblico del settore cinematografico è stata introdotta nel sistema italiano la possibilità per le aziende di sponsorizzare i propri prodotti all’interno di film. Urbani ha sottolineato il fatto che attualmente l’80% dei film visionati dagli spettatori italiani, essendo prodotto straniero, in gran parte americano, contiene “product placement”, ovvero messaggi pubblicitari di prodotti anche esteri ma molto conosciuti in Italia nei film di importazione. Conseguenza è che viene privata di questo canale di comunicazione l’industria italiana e viene esclusa questa possibile forma di finanziamento dalla produzione cinematografica italiana. L’industra di produzione cinematografica italiana dovrà non contare troppo sui finanziamenti pubblici, nei quali sono state introdotte parecchie limitazioni e restrizioni sulla relativa accessibilità. Dovrà quindi sfruttare al meglio questa nuova possibile forma di finanziamento.

I vantaggi del product placement per la casa di produzione sono:

1) una nuova importante forma di finanziamento per dare ingenti risorse finanziarie al budget di produzione;

2) il prodotto inserito nel soggetto di un film può arricchire la personalità di un personaggio (esempio Will Smith con addosso il suo paio di occhiali Ray Ban, James Bond con la sua Aston Martin);

3) il prodotto inserito nell’ambiente del film fa avvicinare la prospettiva dello spettatore alla realtà pur essendo un soggetto completamente fantastico;

4) uno sponsor può fare risparmiare su scene particolarmente costose ad esempio sulla fornitura di materiali da esso commercializzati.

I vantaggi del product placement per l’azienda sponsor sono:

1) inserire il proprio prodotto all’interno di film che si rivelano grandi successi commerciali da un’ampia visibilità all’immagine del prodotto o addirittura imporre il marchio del prodotto come elemento importante del film stesso;

2) la possibilità di avere per un considerevole periodo di tempo esclusivi testimonial pubblicitari (attori, attrici) senza incorrere in altri ingenti investimenti promozionali;

3) effetti sulla marca prolungati nel tempo ed a titolo gratuito per i vari passaggi del prodotto audiovisivo o parte di esso nei vari media: in dettaglio i passaggi televisivi, riproposte sui canali di scene cult del film, dove è presente il marchio;

4) se l’azienda sa riconoscere le potenzialità di un film l’investimento può essere anche conveniente e rivelarsi enormemente profittevole.

Primo passo è individuare Il pubblico a cui è rivolta la pellicola, che deve coincidere necessariamente con quello della marca. Il prezzo di un posizionamento della marca all’interno della pellicola dipende da molte variabili: se il prodotto viene citato oppure è adoperato in alcune sequenze o ancora diventa parte integrante della trama. Naturamente dipende dal costo e dalla potenzialità del film. Posizionare il prodotto in un film della premiata ditta Boldi-De Sica costerà molto di più che posizionarlo in un film indipendente che risulta una scommessa anche per i produttori stessi della pellicola.

Punti analizzati in un progetto di product placement:

- Successo film
- Corrispondenza del film con target riferimento brand
- Caratterizzazione brand rispetto al target del film
- Visibilità brand
- Posizionamento brand

- Interazioni prodotto storia
- Interazioni prodotto con il protagonista
- Analogie prodotto protagonista
- Coinvolgimento emotivo dello spettatore
- Rafforzamento immagine prodotto

Ecco altri due esempi di posizionamento del prodotto all’interno di un film.

bladerunnercocacola

meninblackrayban

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ago 02 2008

Le cronache del Fiuggi Family Festival

Published by Giuliano under festival

Si è concluso il Fiuggi Family Festival con la premiazione, nell’ambito del concorso presieduto da Pupi Avati, del film “Mille anni di buone preghiere” (“A Thousand Years of Good Prayers“) di Wayne Wang (tra i suoi film precedenti “Smoke” e “Un amore a 5 stelle“) con questa motivazione “la conferma di un talento artistico e cinematografico quello di Wayne Wang che firma un’opera delicata e intensa che con pochi tocchi dipinge la complessità e profondità di un rapporto mai chiarito tra padre e figlia in un contesto di incontro fra culture diverse. Una tenue speranza di futuro che viene da lontano”. Il film, sul difficile rapporto tra un anziano padre cinese e la figlia che vive in America, ha trovato una distribuzione (Mikado) ed uscirà prossimamente nelle sale.

Premiazione Pupi Avati

Anche un altro film presentato in anteprima al festival ha trattato il rapporto tra diverse culture. Si tratta del vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2008La classe – entre les murs“. La storia si svolge durante l’anno scolastico in un liceo di un quartiere difficile alla periferia di Parigi, dove un professore insegna francese ad una classe che si dimostra spesso irrispettosa ma, al contrario dei suoi colleghi, stimola il dialogo a volte molto acceso tra i suoi alunni senza mai sottrarsi al confronto. Il film è tratto da un libro autobiografico scritto dallo stesso protagonista, François Bégaudeau, che è realmente insegnante di liceo. Il film fa comprendere il ruolo difficile dell’educatore.

Segnalazione speciale per un documentario che fa riflettere sulla difficile situazione del conflitto israelo-palestinese e sull’assurdità delle guerre e violenze “To die in Jerusalem“. La storia parla di due madri, la figlia di una si fa esplodere in un attentato kamikaze a Gerusalemme, la figlia dell’altra è tra le vittime. Il documentario sarà trasmesso da Rai3 nel 2009.

Durante la serata di premiazione sono intervenuti l’onorevole Silvia Costa, Assessore Regionale alla Formazione, che oltre ai complimenti agli organizzatori propone di istituzionalizzare il Festival, e l’europarlamentare Antonio Tajani, che vuole portare all’attenzione del Parlamento Europeo il Fiuggi Family Festival e ha ricordato i finanziamenti dell’Europa per le sottotitolature dei film meritevoli in tutte le lingue europee.

Premiazione Silvia Costa e Antonio Tajani

È stato presentato anche un concorso di sceneggiature su film per la famiglia che valorizzino agli occhi di un pubblico internazionale la cultura italiana e il Made in Italy. Il bando sarà presente prossimamente sul sito del Fiuggi Film Festival.

Ecco un servizio fotografico completo sul Festival.

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