Si è aperta ieri per concludersi domenica 01 novembre la kermesse dedicata al cinema digitale, VIEWFest 2009, che si svolgerà a Torino presso il Cinema Massimo. Non solo grandi produzioni ma anche opere indipendenti, nel corso di una manifestazione che celebra l’innovazione applicata all’animazione e al 3D coinvolgendo l’intera città con proiezioni, anteprime e live performance. VIEWFest gode del supporto di Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo e Museo Nazionale del Cinema.
“Sono orgogliosa di presentare anche quest’anno VIEWFest, una manifestazione che sempre più è capace di scandagliare gli aspetti sperimentali e innovativi dell’industria digitale anche nei suoi aspetti più indipendenti, ponendosi come punto di riferimento delle piccole case produttrici italiane e straniere”, ha dichiarato Maria Elena Gutierrez, Direttrice di VIEWFest e VIEW Conference. “Sulla scia del grande successo della scorsa edizione, quella di quest’anno sarà ancora più ricca, con un programma di proiezioni di altissima qualità, caratterizzato da una particolare attenzione alle realtà italiane e locali”.
Dopo un programma studiato ad hoc per le scuole, le grandi produzioni saranno le prime ad entrare in scena in una rassegna di proiezioni in 3D che ripercorrono la storia dell’animazione. Oltre a “Toy Story” 1 e 2 in 3D e “L’era Glaciale 3“, sarà proiettato anche l’ultimo film della Pixar “Up” preceduto dal cortometraggio “Partly Cloudy” con un’introduzione di Bob Whitehill, supervisore stereoscopico di Pixar. Il festival propone inoltre un’attesissima anteprima italiana domenica 01 novembre alle ore 19.15: i primi 30 minuti del nuovo film Sony Pictures Imageworks “Piovono Polpette” nelle sale da gennaio, presentato da Danny Dimian e Rob Bredow di Sony.
VIEWFest è anche un palcoscenico importante per le produzioni indipendenti e d’avanguardia mondiali, dove giovani registi, artisti 3D, designer possono trovare un inedito spazio di visibilità. Il festival ha una pagina fan in Facebook.
Oltre a “Michael Jackson’s This is it” e “Nel paese delle creature selvagge“, il cinema propone questa settimana il nuovo film di Federico Moccia “Amore 14“, la pellicola che ha vinto la Palma d’Oro a Cannes “Il nastro bianco“, l’horror di George A. Romero “Diary of the Dead – Le cronache dei morti viventi“, il documentario di Michael Moore “Capitalism: A Love Story” e un film di animazione “Niko – Una renna per amico“, coproduzione tra Finlandia, Danimarca e Germania.
Amore 14
“Amore 14″ racconta la storia di Carolina detta Caro, 14 anni, alle prese con i primi amori, il primo bacio, la prima volta, l’amicizia, le feste, la scuola, il rapporto spesso conflittuale con i genitori. Ci sono le amiche del cuore, Alis e Clod, con le quali condividere i giorni e i sogni. Ci sono i primi baci rubati nella penombra del portone. C’è la scuola, due nonni meravigliosi che la sanno guardare in fondo all’anima e un fratello leggendario, Rusty James, che aiuta il suo cuore a sognare. E poi c’è l’amore, quello vero, che ha il nome di Massimiliano, incontrato in una libreria un pomeriggio di settembre.
Federico Moccia, il regista, presenta il film ad Affaritaliani.it.
Un gruppo di studenti di cinema sta girando un film horror quando si trova a fronteggiare un’orda di zombie famelici. Jason Creed e i suoi amici decidono dunque di documentare, sotto forma di diario, tutti i loro incontri con i non-morti. Lo stile cinéma vérité delle loro riprese si adatta alla perfezione con quanto sta accadendo, amplifica il terrore di ogni incontro e la sensazione disturbante che tutto sia orribilmente vero. In un mondo in cui le regole sociali si stanno sgretolando, il governo promette di risolvere la crisi, ma è del tutto impreparato a farlo. La tecnologia fallisce. La comunicazione con il resto del mondo è impossibile. Jason e quel che resta della sua troupe restano soli, con nient’altro che la fiducia gli uni verso gli altri e la futile lotta per restare vivi e portare a termine un “diary of the dead” da lasciare in eredità ai posteri, se ce ne saranno. Regia di George A. Romero.
Un villaggio protestante della Germania del Nord. 1913/1914. Alla vigilia della prima guerra mondiale. La storia dei bambini e degli adolescenti di un coro diretto dal maestro del villaggio, le loro famiglie: il barone, l’intendente, il pastore, il medico, la levatrice, i contadini. Si verificano strani avvenimenti che prendono un poco alla volta l’aspetto di un rituale punitivo. Cosa si nasconde dietro tutto ciò? Il film ha vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes di quest’anno.
Nel ventesimo anniversario del suo rivoluzionario capolavoro “Roger & Me”, “Capitalism: A Love Story” riporta Michael Moore ad affrontare il problema che è al centro di tutta la sua opera: l’impatto disastroso che il dominio delle corporation ha sulla vita quotidiana degli americani (e, quindi, anche del resto del mondo). Ma questa volta il colpevole è molto più grande della General Motors e la scena del crimine ben più ampia di Flint, Michigan. Dalla Middle America fino ad arrivare ai corridoi del potere a Washington e all’epicentro finanziario globale di Manhattan, Michael Moore porterà ancora una volta gli spettatori su una strada inesplorata. Con umorismo e indignazione, “Capitalism: A Love Story” di Michael Moore esplora una domanda tabù: qual è il prezzo che l’America paga per il suo amore verso il capitalismo?
Niko è un piccolo cucciolo di renna e suo padre è membro delle leggendarie Forze Volanti che tirano la slitta di Babbo Natale. Purtroppo però Niko non ha mai conosciuto il vero padre e nessuno dei suoi amici sembra credergli quando parla del famoso presunto papà, tutti lo prendono in giro quando tenta di lanciarsi in volo e immediatamente cade a terra. Così ogni giorno, Niko, insieme al suo fedele amico e padre adottivo Julius, uno scoiattolo volante, si allena per riuscire a volare con scarsi risultati. Un giorno Niko, Julius e Wilma, una donnola canterina, decidono di partire per una fantastica e pericolosa avventura alla ricerca della mitica stalla delle renne di Babbo Natale; dovranno però fare i conti con il malvagio Lupo Nero che insieme alla sua gang ha escogitato un piano segreto per eliminare le renne volanti di Babbo Natale. Una storia appassionante e colorata per tutta la famiglia ambientata in Lapponia. Niko ha vinto il premio della giuria e del pubblico al Cinekid Festival di Amsterdam ed è stato presentato in anteprima al Giffoni Film Festival.
Il visionario regista Spike Jonze collabora con il celebre autore Maurice Sendak per portare uno dei libri più amati di tutti i tempi sul grande schermo, “Nel Paese delle Creature Selvagge” (“Where the Wild Things Are”), una storia classica che parla dell’infanzia e dei luoghi in cui ci rifugiamo per capire il mondo che ci circonda. Il film parla di Max, un bambino turbolento e sensibile che si sente incompreso a casa e che trova rifugio nel paese delle Creature Selvagge. Max atterra su un’isola, dove incontra delle creature con sentimenti imprevedibili e selvagge quanto le loro azioni. Le Creature Selvagge hanno un disperato bisogno di una guida, e Max ha un gran desiderio di avere un proprio regno. Quando Max viene incoronato re, promette di creare un posto dove tutti possono essere felici. Però Max scoprirà presto che governare il suo regno non è così facile e le relazioni che crea in questo mondo si rivelano più complicate di quello che aveva previsto.
Il film combina recitazione tradizionale e animazione in grafica computerizzata. Con un cast di star che prestano le voci, come Chris Cooper, James Gandolfini, Catherine O’Hara e Forest Whitaker, il film è prodotto, tra l’altro, da Tom Hanks e dallo stesso autore del libro Maurice Sendak. In Italia la voce di Carol è di Pierfrancesco Favino.
Il film doveva in origine essere distribuito dalla Universal Pictures, ma i disaccordi tra essa e il regista Spike Jonze, che ha diretto “Essere John Malkovich”, hanno portato alla nascita del progetto per conto della Warner Bros.. Anche la Warner ha avuto non poche difficoltà: non convinceva il finale, che era considerato troppo poco adatto alle famiglie. Così sono stati rinvestiti ulteriori soldi e Jonze ha girato altre scene per accontentare la casa di produzione.
In questo video Catherine Keener e Max Records parlano del film, del libro da cui è ispirato e di quello che il pubblico principalmente apprezzerà.
Il 22 Ottobre al Museo della Scienza di Boston è stata organizzata una serata di gala per celebrare l’arrivo di “Harry Potter: the Exhibition”, mostra dedicata al famoso mago. La città era ansiosa di ospitare il debutto nell’East Cost fin dall’annuncio avvenuto lo scorso Luglio.
Per celebrare l’arrivo della mostra, la città ha organizzato un’anteprima denominandola “Very Important Muggle” (“Babbano VIP”). Più di 1.000 invitati hanno partecipato all’evento per riuscire a vedere più di 200 manufatti originali collocati in ambientazioni che prendono spunto dai set dei film.
L’attore Matthew Lewis, che ha interpretato Neville Paciock nei film, è stato il primo membro del cast a visitare la mostra e ha presentato la bacchetta del suo personaggio che verrà collocata nella sala comune dei Grifondoro.
La mostra, aperta fino al 21 febbraio 2010, si sposterà in altre località in fase di definizione. Non sono previste ancora tappe in Europa. Cosa si può vedere alla mostra? Le stanze dove Harry, Ron ed Hermione vivono, la capanna di Hagrid, la Sala Grande e tutte le decorazioni della scuola di Hogwarts, le pozioni di Piton, vestiti di scena, trucchi, bacchette magiche e molto altro ancora.
Dopo il capolavoro “Gran Torino“, Clint Eastwood torna dietro la macchina da presa raccontando la storia vera del leader politico e pacifista sudafricano Nobel per la Pace, Nelson Mandela, che unì le proprie forze con il capitano della squadra di rugby del Sud Africa, Francois Pienaar, per aiutare il loro paese ad unificarsi. Il film è tratto dal romanzo “The Human Factor: Nelson Mandela and the Game that Changed the World” di John Carlin, che in Italia ha il titolo “Ama il tuo nemico. Nelson Mandela e la partita di rugby che ha fatto nascere una nazione”.
Nelson Mandela, interpretato da Morgan Freeman, è convinto che attraverso lo sport potrà riunire le genti in un paese segnato dall’Apartheid e ancora diviso economicamente, socialmente e razzialmente. Matt Damon veste i panni di Francois Pienaar, il rugbista che aiuta Mandela in questa impresa.
La sceneggiatura è stata affidata a Anthony Peckham, che oltre ad aver scritto lo script di “Don’t Say a Word”, è tra gli autori del nuovo “Sherlock Holmes” di Guy Ritchie con Robert Downey Jr. e Jude Law. Ecco il trailer.
Il film, prodotto e distribuito dalla Warner Bros., uscirà negli USA l’11 dicembre 2009 e in Italia il 12 febbraio 2010.