Archive for the 'marketing' Category

ago 07 2008

Il Product Placement, nuova forma di comunicazione

Published by Giuliano under marketing

Guardando i film proposti dalla cinematografia americana possiamo notare in frangenti di alcune pellicole una delle più remunerative strategie per finanziare un film e promuoverlo: il “Product Placement“, letteralmente collocamento del prodotto.

Il “Product Placement” è una tecnica di comunicazione commerciale con cui l’immagine di un prodotto è collocata in modo apparentemente casuale all’interno di scene di un film, come forma di pubblicità di un’azienda che paga alla produzione un corrispettivo negoziato e disciplinato all’interno di un contratto, con accordi e reciproci diritti e doveri, nel quale è inserita anche la regolamentazione nell’utilizzo di merchanding e licensing del prodotto.

In America è nota l’esistenza del contratto e a grandi linee i relativi contenuti tra l’azienda sponsor e la casa di produzione. La news è divulgata attraverso giornali, network tv, internet e altri media, facendo diventare il product placement una tecnica sofisticata diretta a sostenere la notorietà di un prodotto. L’automobile Lexus in “Minority Report“, i nokia di “The Matrix“, le mini in “The Italian Job“, la FedEx in “Cast Away” e naturalmente la Aston Martin di James Bond sono solo alcuni esempi.

minorityreportlexus

castawayfedex1

Aston Martin 007

Il primo esempio di product placement risale al film “Vertigine” (titolo originale “Laura“) del 1944, tra l’altro oscar per la migliore fotografia, dove il protagonista nella scena finale ordinava un whisky “Black Pony”, marca inventata, che creò una tale confusione che produttori di whisky e i produttori cinematografici siglarono un accordo per fare pubblicità al Jack Daniels, una marca realmente presente sul mercato. Possiamo dire però che il product placement è esistito sin dai tempi dei Lumiere che per scopo pubblicitario filmavano l’uscita degli operai dalla propria fabbrica.

Nel 1982 E.T. – l’extraterrestre di Steven Spielberg fa scuola con l’accordo siglato con Reeve’s Pieces e diventa esempio da manuale per i futuri studiosi di product placement. Caso eclatante è stato l’impennata di contatti nel sito Equisearch.com dopo “L’uomo che sussurrava ai cavalli” con Robert Redford nel 1998. Per quanto riguarda internet è da segnalare il successo di AOL (America On Line), uno dei maggiori provider americani, dopo la presenza nel film a tema “C’e posta per te” nello stesso anno. Nel 2001 un invasione aliena viene fermata grazie ad uno shampoo in Evolution e nel recente Minority Report del 2002 la trama, il soggetto e la sceneggiatura sono stilati comprensivi di vari brand.

In Italia questa forma di pubblicità era fino a poco tempo additata come “pubblicità occulta” e finora vietata, divieto ribadito nel decreto legislativo del 1992 e dalla direttiva europea del 1997. Con l’approvazione del decreto legislativo varato da Urbani che ha riformato il finanziamento pubblico del settore cinematografico è stata introdotta nel sistema italiano la possibilità per le aziende di sponsorizzare i propri prodotti all’interno di film. Urbani ha sottolineato il fatto che attualmente l’80% dei film visionati dagli spettatori italiani, essendo prodotto straniero, in gran parte americano, contiene “product placement”, ovvero messaggi pubblicitari di prodotti anche esteri ma molto conosciuti in Italia nei film di importazione. Conseguenza è che viene privata di questo canale di comunicazione l’industria italiana e viene esclusa questa possibile forma di finanziamento dalla produzione cinematografica italiana. L’industra di produzione cinematografica italiana dovrà non contare troppo sui finanziamenti pubblici, nei quali sono state introdotte parecchie limitazioni e restrizioni sulla relativa accessibilità. Dovrà quindi sfruttare al meglio questa nuova possibile forma di finanziamento.

I vantaggi del product placement per la casa di produzione sono:

1) una nuova importante forma di finanziamento per dare ingenti risorse finanziarie al budget di produzione;

2) il prodotto inserito nel soggetto di un film può arricchire la personalità di un personaggio (esempio Will Smith con addosso il suo paio di occhiali Ray Ban, James Bond con la sua Aston Martin);

3) il prodotto inserito nell’ambiente del film fa avvicinare la prospettiva dello spettatore alla realtà pur essendo un soggetto completamente fantastico;

4) uno sponsor può fare risparmiare su scene particolarmente costose ad esempio sulla fornitura di materiali da esso commercializzati.

I vantaggi del product placement per l’azienda sponsor sono:

1) inserire il proprio prodotto all’interno di film che si rivelano grandi successi commerciali da un’ampia visibilità all’immagine del prodotto o addirittura imporre il marchio del prodotto come elemento importante del film stesso;

2) la possibilità di avere per un considerevole periodo di tempo esclusivi testimonial pubblicitari (attori, attrici) senza incorrere in altri ingenti investimenti promozionali;

3) effetti sulla marca prolungati nel tempo ed a titolo gratuito per i vari passaggi del prodotto audiovisivo o parte di esso nei vari media: in dettaglio i passaggi televisivi, riproposte sui canali di scene cult del film, dove è presente il marchio;

4) se l’azienda sa riconoscere le potenzialità di un film l’investimento può essere anche conveniente e rivelarsi enormemente profittevole.

Primo passo è individuare Il pubblico a cui è rivolta la pellicola, che deve coincidere necessariamente con quello della marca. Il prezzo di un posizionamento della marca all’interno della pellicola dipende da molte variabili: se il prodotto viene citato oppure è adoperato in alcune sequenze o ancora diventa parte integrante della trama. Naturamente dipende dal costo e dalla potenzialità del film. Posizionare il prodotto in un film della premiata ditta Boldi-De Sica costerà molto di più che posizionarlo in un film indipendente che risulta una scommessa anche per i produttori stessi della pellicola.

Punti analizzati in un progetto di product placement:

- Successo film
- Corrispondenza del film con target riferimento brand
- Caratterizzazione brand rispetto al target del film
- Visibilità brand
- Posizionamento brand

- Interazioni prodotto storia
- Interazioni prodotto con il protagonista
- Analogie prodotto protagonista
- Coinvolgimento emotivo dello spettatore
- Rafforzamento immagine prodotto

Ecco altri due esempi di posizionamento del prodotto all’interno di un film.

bladerunnercocacola

meninblackrayban

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lug 23 2008

Joker Hacker a Gotham City

Published by Giuliano under marketing

Oggi esce ufficialmente anche in Italia il nuovo episodio di Batman “Il cavaliere oscuro” (ho già prenotato per andare a vederlo stasera!). Il film costato 180 milioni di dollari ha già superato il record di incassi nel primo weekend con 155,3 milioni  (nel 2007 “Spider Man 3″, il precedente record, ne aveva incassati 151,1). Si tratta del sequel di “Batman Begins” (stesso regista, Christopher Nolan) e la trama riprende quella del primo Batman di Tim Burton. L’attesa è tale che sono passate su Ebay aste di biglietti di ingresso al cinema che raggiungono prezzi di 200 dollari ciascuno e si parla di fan che hanno voluto assistere alla prima assoluta del film alle 6 del mattino del giorno di uscita.

Il film certamente ha dalla sua la popolarità del personaggio e l’ottimo film che lo precede ma tra le attività di promozione del film ha contribuito sicuramente un’intensa campagna virale partita più di un anno fa caratterizzata da numerosi siti web intaccati da un vero e proprio Hacker. L’hacker in questione è Joker.

Uno tra questi è il sito ufficiale di Harvey Dent, alias Due Facce, procuratore distrettuale di Gotham City, nel quale promuove la sua azione politica: I Believe In Harvey Dent (“I credo in Harvey Dent”).

Segue un altro sito I Believe in Harvey Dent too (Anche io credo in Harvey Dent) dove appare un errore “Page not found” ma facendo “seleziona tutto” dal menu “Modifica” oppure CTRL+A appaiono una serie di “aha”, la risata tipica di Joker.


Anche il sito dell’avversaria di Dent, Dana Worthington, viene imbrattato.

Anche Jocker ha un suo sito ufficiale: si tratta di whysoserious.com (“Perché così serio?”) dove compare una lista di cose da fare tutte spuntate con una serie di date che partono dal 18 maggio e si chiudono con il 9 luglio e un dettagliato report delle sue attività, come quella di partecipare alle elezioni locali per farsi conoscere, di fare uno sherzo al suo nemico Batman e di lasciare in conclusione “a big mark” (“un grosso segno”). Di cosa si tratterà?

Cliccando in alto a sinistra appare un sito con una pagina di “The Gotham Times” pasticciata con messaggi: Batman diventa Batfreak (freak è strano, bizzarro, scherzo della natura) che secondo lui appartiene agli “arkham” (ham è un attore da strapazzo). Poi appiccica nella sua faccia una maschera e gli fa dire “Does this cape make me look fat” (“questa mantellina mi fa sembrare grasso?”). La pagina originale la trovate nel sito ufficiale di “The Gotham Times” con il titolo “Batman liberatore o minaccia?”.

Si moltiplicano così i siti pasticciati: quello della Gotham National Bank, che lui stesso assalta, della Gotham Ferry System, che diventa Gotham Terror System, della Gotham Victims Advocate Foundation, e il sito ufficiale del Dipartimento di Polizia di Gotham e quello con slogan WeAreTheAnswer.org (“Noi siamo la risposta”) . Poi tutte le altre istituzioni di Gotham City: Gotham Police Internal Affairs Department, Gotham City Rail, Gotham Unified School District, Acme Security Systems. Non manca la società che gestisce i taxi, Gotham Cab Company, un ristorante Betty’s House of Pies e un movimento a favore di Batman Citizens For Batman.

Viene colpita anche la stampa e l’informazione con Maiden Avenue Report, il Gotham Cable News, dove si trova un’intervista a Harvey Dent e il Concerned Citizens For A Better Gotham, che fa dura opposizione a Harvey Dent dandogli del corrotto.

Per rendere Gotham City una città ancora più veritiera esiste un sito di una società che lavora nel settore delle nuove tecnologie. Stranamente il sito non sembra stato toccato da Joker.

Nel sito A taste for the theatrical (“gusto per il teatrale”) è possibile vedere il trailer ad alta definizione del film cliccando su “Download Now”.

Il film in America sta puntando molto sulle sale Imax, schermi giganti a maggiore risoluzione, tecnologia che per Nolan il regista rappresenta il futuro per questo genere di film e la ragione per cui gli spettatori si dovrebbero muovere per andare al cinema a vedere un film. Penso che abbia ragione, considerando però anche l’altra evoluzione della tecnologia, cioè il 3D.

Il film non è stato immune alla pirateria. Sei minuti di film (la rapina e la sparatoria di Joker nella banca di Gotham City) sono stati messi nei sistemi internet peer to peer già a dicembre 2007. Ma come molti blockbuster il film si sta comportando molto bene al box-office. Questo è frutto quindi dell’appeal che ha ancora il film in sala e quindi, a maggior ragione, l’industria cinematografica dovrebbe puntare molto sulle nuove tecnologie che trasformeranno in un’esperienza unica la visione di un film al cinema.

Vi segnalo altro materiale video nell’account youtube della Warner Bros e naturalmente il sito ufficiale.

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giu 18 2008

Cloverfield, un successo di Digital Marketing

Published by Giuliano under marketing

Non so se alcuni di voi hanno mai sentito parlare di J.J. Abrams: si tratta del produttore delle serie “Lost” e “Alias”, ma anche della sorpresa dell’anno cinematografico “Cloverfield“.

Per lanciare il film uscito negli USA il 18 Gennaio e in Italia il 1 Febbraio è stata studiata e realizzata un’intensa e fantasiosa campagna virale, che ha disseminato internet di indizi e invenzioni che sembrano reali. Se queste attività si valutano dal risultato ottenuto, cominciamo col dire che il film costato circa 25 milioni di dollari, ne ha incassati più di 80 solo nelle sale in America e più di 130 in tutto il mondo.

Tutto è partito da una strana bevanda giapponese, che ha fatto la prima apparizione in un episodio di Alias di alcuni anni fa, la Slusho con tanto di sito internet. L’azienda che la commercializza risulta essere la Tagruato, con sede a Tokyo. Sia la società che la bevanda sembrano esistere veramente. cloverfieldtagruatologo

Si legge sul sito che la bevanda, composta da mix di frutta, verdura e altri ingredienti naturali, fu inventata da una certa Noriko Yoshida. Come la Coca Cola, questa speciale bevanda ha un ingrediente segreto scoperto da Noriko nei fondali marini. Alla ricerca di questo ingrediente Noriko scomparve e lasciò l’eredità di questa scoperta al figlio Ganu Yoshida.

Diventato CEO della Tagrato, società che si occupa di scavi e piattaforme petrolifere, Ganu scoprì finalmente l’ingrediente, il “Kaitei no mitsu” (“Seabed’s Nectar”, “Nettare del fondo marino”). Ecco alcuni spot:

Non può mancare il negozio online di Slusho, dove non si comprano casse della bibita per feste con gli amici, ma gadget (felpe, magliette, cappellini). Il pagamento si può effettuare con carta di credito o PayPal. La bevanda poi è comparsa nella serie ”Heroes” in mano ad Elle e agli protagonisti.

Poi prima della proiezione del film “Transformer” va in onda un trailer senza titolo ma con una data: 1-18-08 collegata ad un sito internet, dove sono presenti foto e prime immagini. Data di lancio del film oppure titolo?

Il titolo è diventato “Cloverfield“, nome del quartiere vicino alla casa di produzione “Bad Robot“. Il significato è “campo di trifogli”. Il trifoglio è la prima cosa “vivente” che nasce in una zona bombardata.

Il mondo di internet comincia ad interrogarsi su cosa sia stato a decapitare la testa della statua della libertà nel trailer e nella locandina. Questo innesca un  effetto passaparola (“word of mouth“).

Intanto si diffonde un servizio giornalistico dove si parla di un’esplosione di una piattaforma petrolifera della Tagruato nel cuore dell’Oceano Atlantico avvenuta il 27 dicembre 2007. Dell’accaduto si hanno solo immagini riprese da un telefonino di uno degli operai presenti durante lo scoppio. C’è un “qualcosa” di strano e di inspiegabile che fa scappare tutti e i sismografi della zona registrano scosse fuori dalla norma.

Il film viene proiettato nelle sale e il mostro viene svelato, ma la campagna virale continua: verso la conclusione in una scena filmata prima che si verifichi il tutto si nota un oggetto che cade nel mare. E tutti si domandano se abbia a che fare con il mostro che ha invaso Central Park.

Inoltre nei titoli di coda c’è un indizio audio poco comprensibile che può avere a che fare con il secondo capitolo: si sente “Help us” (“Aiutateci”) e “it’s still alive” (“E’ ancora vivo”).

Non mancano i MySpace dei protagonisti: Rob, Beth, Jason, la sua ragazza Lily, Hud il cameraman del film, e Marlena.

Rob è stato assunto come vice presidente alla Tagruato. Nel film durante la festa si vedono alcuni invitati con la maglietta con il marchio “Slusho”. Poi c’è Jamie, la compagna di stanza di Marlena, che intreccia una relazione a distanza con Teddy. Entrambi hanno un sito web. Inserendo la password “jllovesth” si possono vedere una serie di video della coppia.

Ora nel sito 1-18-08 appaiono nuovi indizi: una foto di Teddy, che sembra scomparso. Oltre alla parola “MISSING” c’è la data dell’ultima volta in cui è stato visto “last seen 12/07/2007″ (7 dicembre 2007).

Il mistero si infittisce in quanto risulta che Teddy abbia detto a Jamie di lavorare per la Tagruato, ma Jamie chiamando la società scopre che non è vero. In realtà sembra che Teddy appartenga alla TIDO, gruppo di eco-terroristi che vuole screditare la Tagruato. Basta vedere il loro sito web per capire la loro avversione per la società.

Un altro elemento che fa pensare il collegamento tra Teddy e la Tagruato, è uno strano simbolo presente sia nella home page del sito web della Slusho che nel retro della foto:

cloverfieldslushowebsite

cloverfieldteddyhanssen

cloverfieldteddyhanssen2

Aladygma (o aladYgma) è il nuovo elemento che annuncia il secondo episodio. Il sito web per ora presenta una sequenza di numeri: 00 | 11 | 22 | 88.

La società che per la Universal Pictures ha gestito la campagna online relativa al lancio del film è la xister, un’agenzia specializzata nei media emergenti e non convenzionali, che, partendo dalla strategia utilizzata negli USA, ha utilizzato strumenti di Digital Marketing come video, multimedia e social network (youtube, myspace, msn video, flickr).

Oltre ai numerosi siti segnalati nel post vi consiglio il link ufficiale del film e due Wiki:
http://cloverfield.despoiler.org/
http://cloverfield.wikia.com/

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giu 14 2008

We learned Earth’s language through the World Wide Web

Published by Giuliano under marketing

“Abbiamo imparato le lingue della terra attraverso il World Wide Web”: questa è la frase di Optimus Prime, robot alieno a cui chiedono dove avesse imparato la lingua terrestre nel film “Transformers“.

Il film è molto incentrato sulla tecnologia, in particolare Internet, che il capitano Lennox del comando speciale delle operazioni in Qatar nella base militare usa per comunicare con la moglie e la piccola figlia attraverso una videochiamata con un pc portatile e una webcam. Si individuano per il product placement le marche: Il pc è HP, uno dei maggiori produttori mondiali di hardware, e la tecnologia usata per la comunicazione è Cisco, leader mondiale del networking per Internet.
transformershpcisco

Il protagonista Sam Witwicky cerca di vendere cimeli del suo trisavolo attraverso Ebay dicendo di accettare PayPal. E proprio su Ebay i robot lo trovano attraverso il suo account e un oggetto che ha messo in vendita.

transformersebay

Non manca la tecnologia mobile: quando vede per la prima volta un robot Sam fa una registrazione video con il proprio telefonino. Inoltre uno degli alieni dopo aver toccato un cellulare si trasforma nello stesso dispositivo mobile. Potrebbe aver successo la produzione di cellulari che si trasformano in robot ispirati al film (in attesa del secondo episodio).

transformerscellulare

Per portare rapidamente un file con dati da decodificare ad un hacker una ricercatrice del Pentagono usa una piccola memoria flash da 2Gb della Panasonic.

transformerspanasonic

Attraverso questo bel film, che vi consiglio, abbiamo esempi che spiegano come la tecnologia, in particolare internet, sia utile: permette le comunicazioni a distanza (VoIP), di comprare e vendere attraverso un pc (E-commerce), di ricercare informazioni (Motori di ricerca), trasportare dati con memorie che si fanno sempre più piccole e capienti. Mi chiedevo solo che tipo di connessione avessero i Transformer nel loro pianeta per cercare queste informazioni: la Wireless Interplanetaria?

Vi consiglio il sito ufficiale del film, il sito interamente dedicato alla stupenda colonna sonora e un blog del film con anticipazioni sui prossimi episodi e naturalmente il trailer:

Citazioni:
“il livello di feromone del ragazzo indica che vuole accoppiarsi con la femmina”
“Perchè sei tutto sudato e sporco?” “È normale sono un teenager”

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