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ott 16 2009

“Up” fuori dallo schermo cinematografico!

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Il regista Pete Docter ci accompagna all’interno degli studi Pixar, mostrandoci alcune divertenti attività.

A Torino, domenica 11 ottobre, per celebrare l’uscita cinematografica del film, Walt Disney Studios Motion Pictures ha lanciato un’iniziativa internazionale che, dopo aver toccato diversi paesi tra i quali Francia, Germania, Gran Bretagna e Giappone, è approdata anche in Italia. Nei cieli di Torino si è alzata una mongolfiera ispirata al film.

Il balloon è stato realizzato alla società Beatwax@Borkowsky, ingaggiata direttamente dal quartier generale Disney di Los Angeles. La mongolfiera ha un concept di design davvero mai visto prima: è ricoperta da circa 500 mini palloncini, attaccati ad uno ad uno alla forma base che raggiunge una dimensione di 84.000 piedi cubi. Il cesto è rappresentato da una casetta, proprio come quella in cui si avventurano i protagonisti del film. Il 14 luglio la mongolfiera è stata avvistata in Francia dove ha sorvolato il Castello de “La Bella Addormentata nel Bosco” di Disneyland Paris, e ha terminato poi il proprio tour con un’apparizione all’edizione 2009 dei Campionati Europei di Mongolfiere. Dopo il successo francese l’UP Balloon ha partecipato al più grande Festival di Mongolfiere del mondo: il “Bristol Balloon Fiesta”, nel Regno Unito. Nelle settimane successive è stata impegnata con diverse tappe in Germania, dove ha volato sul centro di Berlino proprio davanti al Palazzo del Parlamento: il Bundesrat. Infine è stata vista passare perfino sotto il London Bridge!

up pixar mongolfiera

Per prepararsi all’incarico di “Up” e alla premessa del film di un viaggio in uno dei luoghi più belli e misteriosi della Terra, Docter e dei membri selezionati della sua squadra creativa si sono imbarcati nell’avventura di una vita. Su consiglio di Ralph Eggleston, un veterano scenografo della Pixar che ha lavorato in “Alla ricerca di Nemo” e in “Wall-E”, il gruppo si è diretto nella giungla del Sudamerica che si trova tra il Venezuela, il Brasile e la Guyana per scoprire il loro ‘Mondo perduto’”.

“Ralph ci ha fornito un documentario sulle montagne tepui (simili alle mesas) in Sudamerica e non appena ho fatto partire il DVD, sono rimasto sconvolto, perché avevo capito che dovevamo ambientare lì il film”, ricorda Docter. “Era un fantastico mondo strano di cui non avevo mai sentito parlare. E’ stato qui che Conan Doyle ha ambientato il suo romanzo del 1912 sugli animali preistorici, ‘Il mondo perduto’. Una delle maggiori sfide in questo film era di ideare un posto che sembrasse ultraterreno, ma comunque sufficientemente credibile per far pensare al pubblico che i personaggi si trovano veramente lì. Noi sapevamo di doverci recare in quei posti, perché c’è qualcosa di fondamentalmente diverso tra vivere un luogo rispetto al semplice fatto di vedere delle fotografie o dei filmati”.

pixar-up-Tepui-Mountains

Raggiungere la loro destinazione ha richiesto tre giorni di viaggio e degli spostamenti in aereo, jeep ed elicottero. Ma poi è iniziato il divertimento… Il primo tepui che il gruppo ha esplorato è stato il Monte Roraima nella Guyana, il più alto e famoso delle 115 maggiori mesas.

Monte Roraima pixar up

“Questo è l’unico tepui che si può scalare”, sostiene il supervisore della storia Ronnie Del Carmen. “C’è un passaggio naturale da una parte che si può attraversare. La scalata è un miglio in salita. Le rocce sono spoglie, la vegetazione non è stabile e si può staccare facilmente se ti attacchi. Noi ci guadagniamo da vivere realizzando dei cartoni… l’unica cosa che siamo abituati ad attraversare è il passaggio tra un edificio e l’altro. Era impossibile prepararci a questa avventura”.

“Era come il tuo peggior incubo”, sostiene Peterson. “Si è trattato di una scalata di sei o sette ore fino in cima e io avevo decisamente un’attrezzatura eccessiva. Quando siamo arrivati in vetta, siamo dovuti passare per un terreno instabile per un’altra ora e mezza. Era già scuro quando siamo giunti al nostro campo. Improvvisamente, dall’oscurità, abbiamo notato questa caverna illuminata dalle candele e c’era della zuppa calda che ci aspettava. Quando abbiamo visto le nostre tende, la maggior parte di noi si è seduta e ha iniziato a piangere. Eravamo veramente contenti di essere lì. Al mattino, quando ci siamo svegliati, a soli quindici metri di distanza dal punto in cui stavamo c’era una voragine alta un miglio. All’inizio avevo dei dubbi, ma ora sono veramente felice di aver fatto il viaggio, perché siamo andati in un altro mondo. Non c’è nessun altro posto del pianeta con delle formazioni rocciose del genere”.

Il gruppo non ha trovato branchi di cani o uccelli preistorici, entrambi presenti nel film, ma è sopravvissuto per poter raccontare degli incontri ravvicinati con delle formiche killer (una varietà terribile che può uccidere con un morso in 24 ore), delle zanzare minacciose, degli scorpioni pungenti, delle rane in miniatura e dei serpenti velenosi. Da Roraima, gli intrepidi esploratori hanno preso un elicottero per arrivare a Kukenan (anche conosciuto come Matawi Tepui), considerato il “luogo della morte” dagli indiani locali Pemon.

Kukenan tepui pixar up

“Kukenan aveva un’atmosfera decisamente diversa da quella di Roraima”, sostiene Ricky Nierva, lo scenografo del film. “Era veramente pura e presentava delle rocce più dure. Ho chiesto alla nostra guida, Adrian Warren (realizzatore del documentario “The Living Edens: The Lost World—Venezuela’s Ancient Tepuis”) quanta gente era arrivata lì, pensando che fossero un centinaio. E lui ha risposto che in realtà erano qualche decina. Era veramente inquietante. A un certo punto, ci aspettavamo di girare l’angolo e veder spuntare un dinosauro”.

Le cascate Angel Falls in Venezuela, le più alte del mondo, che cadono da circa 960 metri dalla cima di Auyantepui, si sono dimostrate l’ispirazione reale per le mitiche Paradise Falls del film, che sono tre volte più alte della controparte reale, circa 2.900 metri. Il gruppo è salito fino alla cima delle Angel Falls, dove hanno sopportato delle rocce scivolose e un costante spruzzo d’acqua.

Angel_falls pixar up

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I realizzatori di “Up” hanno scattato migliaia di fotografie, filmini e numerosi schizzi per descrivere questo ambiente circostante che rappresentava una notevole fonte di ispirazione. Le immagini e la vegetazione che hanno osservato hanno avuto un’influenza notevole sull’aspetto del film. Gli alberi Bonnetia, le piante Stegolepis e le rocce nere con dei meravigliosi fiori rosa che emergono dal terreno sono stati tutti utilizzati nel film.

Infine vi consiglio un articolo di My New Animated Life con molte curiosità del film.

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ott 15 2009

“Up”, ecco il cast dei personaggi!

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Prima di andare a vedere il nuovo film della Disney Pixar “Up“, stasera o nei prossimi giorni, vi presentiamo il cast dei personaggi.

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Carl Fredricksen (voce di Ed Asner in America e di Giancarlo Giannini in Italia) non è il tipico eroe tradizionale. E’ un burbero, ma nella grande tradizione di Walter Matthau e Spencer Tracy: un burbero che puoi amare. E’ un venditore di palloncini in pensione che è costretto ad abbandonare la casa che lui e la compianta moglie, Ellie, hanno costruito insieme. Ma piuttosto che ritirarsi in qualche ospizio, Carl passa all’azione. Anche se è anziano, non è pronto a farsi da parte e ha deciso di passare il resto della sua vita alle sue condizioni. Lui collega migliaia di palloncini al tetto, che portano la casa a volteggiare e così si dirige verso il Sudamerica, mantenendo la promessa che aveva fatto alla moglie tanti anni prima. Il grande piano di Carl è scosso dalla scoperta di un clandestino, l’ottimista ed eccessivamente entusiasta Russell. Il viaggio di Carl mette alla prova ben altro che la sua pazienza, considerando che la coppia deve sopravvivere a condizioni atmosferiche estreme, un terreno pericoloso e degli strani abitanti di un mondo scomparso, così come alla reciproca presenza.

Russell (voce di Jordan Nagai in America e di Arturo Valli in Italia) è l’entusiasta e testardo esploratore della natura selvaggia junior, della Tribù 54 e della Capanna sudatoria 12. Armato di uno zaino pieno dell’attrezzatura da campeggio dell’Esploratore della natura selvaggia, Russell è pronto per quest’esperienza! C’è solo un problema: lui non ha mai abbandonato la città. Tutta la sua conoscenza del mondo esterno proviene dai libri e la sua unica esperienza di campeggio è avvenuta nel suo salotto. Russell mostra orgoglioso i suoi tanti distintivi di Esploratore della natura selvaggia, compresi quello di Primo soccorso, Secondo soccorso, Zoologia e Maestro di travestimenti. Gli manca soltanto un distintivo di Assistente agli anziani per ottenere l’obiettivo della sua vita: l’acclamato rango di Esploratore della natura selvaggia Senior. Quando decide che Carl Fredricksen sarà l’anziano a cui prestare assistenza, Russell finisce inconsapevolmente per essere un clandestino sulla veranda di Carl mentre la sua casa prende il volo e lui si ritrova veramente a vivere l’avventura all’aperto che ha sempre sognato.

Dug (voce di Bob Peterson in America e di Neri Marcorè) è un adorabile bastardino, che vive nella natura di Paradise Falls come componente di un gruppo di cani che è in cerca di un raro uccello, incapace di volare. Come il resto del branco, anche Dug è fornito di un collare ultratecnologico che traduce i suoi pensieri in parole. Ma Dug viene preso in giro come lo sfigato del gruppo. Inviato nella giungla in missione ‘speciale’, Dug ha successo per caso, quando scopre il volatile mentre segue Carl e Russell. Mentre loro vengono inseguiti attraverso la giungla dal suo gruppo, il dolce e sempliciotto Dug deve decidere qual è il vero branco a cui appartiene.

Kevin (voce di Pete Docter, il regista) è un rarissimo uccello incapace di volare e alto quasi quattro metri, che si nasconde da tutti nel suo remoto habitat di Paradise Falls. Dotato di piume coloratissime e brillanti e di un collo lungo e flessibile, Kevin è eccezionalmente veloce e agile. In effetti, questo imponente uccello spesso si contorce in posizioni apparentemente impossibili e curiose. Sono pochi quelli che conoscono l’esistenza di questa creatura, inestimabile dal punto di vista scientifico, ma Carl e Russell si imbattono nell’uccello, che Russell chiama Kevin dopo aver scoperto che condividono un debole per i dolci. Kevin e Russell stringono rapidamente un forte legame e nonostante la propensione del volatile a inghiottire il tutore ortopedico di Carl, Kevin entra a far parte del gruppo più improbabile della giungla assieme a Carl, Russell e Dug.

Anni fa, l’affascinante e intelligente Charles F. Muntz (voce di Christopher Plummer in America e di Arnoldo Foà in Italia) era un barlume di speranza per il pubblico americano meno fortunato. Lui ha ispirato i suoi maggiori fan, i giovani Carl e Ellie, a ripetere il suo celebre motto “l’avventura è lì fuori!”. Avendo visitato il globo più volte a bordo del suo enorme dirigibile ideato personalmente, ha scoperto i tesori del mondo: dei relitti storici inestimabili, delle scoperte scientifiche favolose e degli esemplari di flora e fauna esotica mai visti. Ma quando Muntz ha portato a casa lo scheletro di una creatura fantastica alta quasi quattro metri da una remota montagna del Sudamerica, è stato screditato dagli scienziati. Volendo dimostrare che loro si sono sbagliati, Muntz ritorna in Sudamerica, giurando di riportare indietro un esemplare vivo. E non tornerà a casa fino a quando non ci sarà riuscito!

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Il branco è l’affascinante gruppo di cani di Muntz, che vengono inviati in missione per catturare il raro uccello che ossessiona tanto il loro padrone. Divertente e sfaccettato, è formato da cani veri e propri, ma proprio come il loro compagno Dug, posseggono dei collari tecnologici che forniscono loro delle capacità inusuali (tra cui il rilevamento GPS e la traduzione dei loro pensieri in parole) ideate appositamente per delle discutibili spedizioni di caccia. Alpha (la voce di Bob Peterson in America e di Andrea Ward in Italia), il leader del gruppo, è minaccioso e scuro come la notte, un Doberman Pinscher che possiede un’autorità conferitagli dal loro padrone che nessuno osa mettere in discussione. Beta (voce di Delroy Lindo in America e di Fabrizio Pucci in Italia), un duro Rottweiler, è il luogotenente di Alpha, mentre lo scagnozzo canino di Alpha, Gamma (voce di Jerome Ranft in America e di Gerolamo Alchieri), è un Bulldog litigioso. Nulla potrebbe distrarre il gruppo dalla loro missione… se non forse uno scoiattolo.

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Ellie (voce di Ellie Docter in America e di Agnese Marteddu) è l’amica d’infanzia e l’anima gemella di Carl, che in seguito è diventata sua moglie. Il suo sogno d’infanzia di arrivare a Paradise Falls e la promessa di Carl che si è impegnato a portarcela, sono la motivazione dietro al fantastico viaggio dell’anziano signore.

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Responsabile delle costruzioni Tom (voce di John Ratzenberger in America e di Renato Cecchetto in Italia) cerca di persuadere Carl a vendere la sua casa al capo di Tom, un importante appaltatore. Ratzenberger è l’unico attore ad aver prestato la sua voce a un personaggio in tutti i dieci film della Disney Pixar.

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ott 15 2009

“Up”, da oggi nei cinema!

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La Walt Disney Pictures e i Pixar Animation Studios portano gli spettatori sempre più in alto e lontano in una delle avventure più divertenti di tutti i tempi con la loro ultima, fantasiosa commedia “Up”, dal regista candidato agli Academy Award® Pete Docter (“Monsters e Co.”). Presentato in Disney Digital 3D™, “Up” segue le esaltanti avventure di un 78enne venditore di palloncini, Carl Fredricksen, che finalmente riesce a realizzare il sogno di una vita, quello di un’avventura magnifica, quando collega migliaia di palloncini alla sua casa e vola via verso la natura selvaggia del Sudamerica. Tuttavia, scopre troppo tardi che il suo maggiore incubo fa parte del viaggio: un ragazzino di otto anni eccessivamente ottimista, un esploratore della natura selvaggia di nome Russell. Il loro viaggio in un mondo perduto, dove incontrano alcuni personaggi strani, esotici e sorprendenti, è pieno di ironia, emozioni e avventure incredibili.

“Up” aggiunge un’intera nuova dimensione all’esperienza di un film della Pixar, essendo il primo titolo dello studio a uscire in Disney Digital 3D™. Il tutto avviene in una nuova era di possibilità eccitanti per lo studio di animazione che, quattordici anni fa, ha portato agli spettatori il primo film digitale ed è riconosciuto nell’industria per la sua narrazione magnifica, i virtuosismi tecnici e l’attenzione verso i dettagli. Secondo il regista Pete Docter, è stato John Lasseter che ha suggerito la possibilità di realizzare “Up” in 3D. “Così, abbiamo aperto una nuova divisione”, ricorda Docter. “Questo reparto ha preso molti dei consueti elementi narrativi che utilizziamo e ha cercato di utilizzare la profondità come un altro sistema di raccontare la storia”. “Per esempio, all’inizio del film, Carl è bloccato nei suoi modi di fare e vive in questa piccola casa”, prosegue Docter. “Noi volevamo renderla claustrofobica e quindi abbiamo appiattito tutto, realizzandola volutamente meno profonda. In seguito, questo ha rappresentato un contrasto quando lui arriva in Sudamerica. Noi volevamo questa ampiezza e far sentire allo spettatore il vento sul volto, quindi abbiamo veramente esagerato con la profondità. Noi vediamo il 3D come un’altra matita nel nostro astuccio”, sostiene Docter.

“Io sono veramente orgoglioso che ‘Up’ sia il decimo film della Pixar”, sostiene John Lasseter, produttore esecutivo e responsabile esecutivo dei Walt  Disney e Pixar Animation Studios. “Ritengo che sia il film più divertente che abbiamo mai realizzato e anche uno dei più belli. Abbiamo un personaggio principale che è un eroe fantastico. Carl Fredricksen ha 78 anni e viaggia nel mondo in una macchina volante che lui stesso ha ideato, tuttavia continua a cenare alle tre e mezza del pomeriggio. E’ l’eroe più improbabile che si possa immaginare in una pellicola, un personaggio che impara come le grandi avventure nella vita sono le piccole cose che avvengono tutti i giorni. Russell è uno dei personaggi più affascinanti e graziosi che abbiamo mai creato. Assieme a Carl, questi due protagonisti illuminano lo schermo”.

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La pellicola è diretta dal veterano della Pixar Pete Docter, che è entrato nello Studio nel 1990, quando era soltanto il terzo animatore a far parte dell’azienda. Assieme a Lasseter e Andrew Stanton, Docter ha sviluppato la storia e i personaggi di “Toy Story – Il mondo dei giocattoli”, il primo lungometraggio della Pixar, in cui era anche supervisore dell’animazione. Inoltre, è stato artista storyboard per “A Bug’s Life -Megaminimondo” e ha scritto l’iniziale trattamento di “Toy Story 2 – Woody e Buzz alla riscossa”. Docter ha esordito come regista in “Monsters & Co.”, che è stato candidato a un Academy Award® per il miglior film d’animazione. Come uno dei maggiori creativi dei Pixar Animation Studios, Docter ha ottenuto un’altra candidatura agli Academy Award come autore della storia originale della pellicola della Disney Pixar che ha vinto l’Oscar® per il miglior film d’animazione “Wall-E”. “Personalmente, ritengo che valga la pena vedere un film quando torni a casa e ci stai ancora pensando”, sostiene Docter. “Esci dal cinema e ci rifletti non solo il giorno successivo, ma anche l’anno dopo. Per far sì che un film ti coinvolga fino a questo punto, deve avere delle emozioni reali e collegarsi in qualche modo con la tua vita. Così, anche se le stelle della pellicola possono essere dei mostri o degli insetti, ti identifichi con questi personaggi sullo schermo e capisci cosa stanno affrontando. E’ importante che ci sia un legame realistico e un coinvolgimento emotivo con i personaggi”. “Assieme all’umorismo, c’è bisogno che ci sia il cuore”, sostiene Lasseter. “Walt Disney ha sempre detto che ‘per ogni risata, ci deve essere una lacrima’. Io ci credo”.

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“Up” è la decima pellicola della Disney Pixar, che ha realizzato un fantastico nove su nove grazie a una serie senza precedenti di successi straordinari, composta da “Wall-E”, “Ratatouille”, “Cars – motori ruggenti”, “Gli incredibili”, “Alla ricerca di Nemo”, “Monsters e Co.”, “Toy Story 2 – Woody e Buzz alla riscossa”, “A Bug’s Life – megaminimondo” e “Toy Story – il mondo dei giocattoli”. La Pixar ora può vantare 9 dei 25 maggiori incassi di tutti i tempi per quanto riguarda le pellicole di animazione, che peraltro hanno tutte raggiunto il primo posto al botteghino americano nel loro weekend d’esordio. “Wall-E”, “Ratatouille”, “Gli incredibili” e “Alla ricerca di Nemo” hanno anche conquistato
l’Academy Award® per la miglior pellicola d’animazione, un riconoscimento che viene assegnato dal 2001.

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“Talvolta, alla fine di una dura giornata di lavoro, quando ero sopraffatto dalle persone e dal caos del mondo, avevo questa fantasia di essere un naufrago finito su un’isola deserta del Pacifico”, sostiene Docter. “Io e Bob abbiamo iniziato a giocare con questa idea e a riflettere in maniera ironica sul personaggio di un ‘anziano signore’, come quelli che abbiamo amato nei fumetti di George Booth, questo magnifico tipo alla Spencer Tracy e Walter Matthau, dei burberi che comunque non possiamo evitare di amare. Noi abbiamo pensato a quest’immagine di una casa che fluttua nell’aria sostenuta dai palloncini e questo sembrava proprio cogliere quello che cercavamo nel concetto di fuggire dal mondo. In breve tempo, abbiamo capito che il mondo dipende dai rapporti umani ed è la stessa cosa che scoprirà Carl”.

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Docter sostiene di aver trovato parte di quell’emozione nelle esperienze personali, come i viaggi di famiglia che effettua con la moglie e i due figli. “Ogni anno, facciamo un viaggio”, ricorda il regista. “Per circa due settimane, ci mettiamo in strada per arrivare ai Parchi nazionali o in altri luoghi interessanti che ci permettono di vedere questa nazione fantastica in cui viviamo. E’ magnifico osservare il mondo, ma passare del tempo insieme come la famiglia è ugualmente importante, se non di più”. “Alcuni anni fa sono andato in Europa con mia moglie e i ragazzi”,
prosegue Docter. “Siamo stati in alberghi bellissimi, mangiato del cibo meraviglioso, visitato dei castelli e vissuto delle avventure magnifiche. Una sera, abbiamo bevuto della cioccolata calda in un piccolo bar di Parigi, nulla di speciale, mentre io ridevo e scherzavo coi miei figli. E’ stato un viaggio fantastico in un luogo magico e quello che mi ricordo maggiormente sono queste piccole cose”.

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Ecco una recensione del film di Paolo Mereghetti.

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set 25 2009

Al cinema dal 25 settembre 2009, arriva District 9 prodotto da Peter Jackson

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Esce finalmente oggi uno dei film evento di questa stagione cinematografica, “District 9“, pellicola di fantascienza prodotta da Peter Jackson, già uscita in America con ottimi risultati al box-office.

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Trent’anni fa, gli alieni ebbero il primo contatto con la terra. Gli umani si aspettavano o di essere invasi o di poter usufruire di tecnologie sconosciute. Non successe niente di tutto questo. Le creature, come deciso dalle nazioni di tutto il mondo, furono rinchiuse nel District 9 in Sud Africa. Ma ora, la tolleranza verso gli alieni inizia ad esaurirsi. La Multi-National United (MNU), una compagnia privata completamente disinteressata al loro benessere degli alieni. Vuole sfruttare e far funzionare le loro armi finora inutilizzate. Per risvegliarle serve però il DNA alieno. La tensione tra gli alieni e gli umani viene a galla quando un agente dell’MNU, Wikus van der Merwe (Sharlto Copley), contrae misteriosamente un virus che comincia a cambiare il suo DNA. Wikus diventa velocemente l’uomo più ricercato e più prezioso del mondo: è l’unica chiave per scoprire il segreto della tecnologia aliena. Solo e senza amici, c’è un solo posto in cui può nascondersi: il District 9.

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“District 9″ è basato sul cortometraggio Alive in Joburg dello stesso regista, Neill Blomkamp, che ha sceneggiato il film insieme a Terri Tatchell e affronta temi come il razzismo e la segregazione sociale prendendo come spunto il rapporto tra umani e alieni. Proprio in Sudafrica negli anni ’70 furono deportati a Citta del Capo oltre 60.000 abitanti ad opera del regime dell’apartheid, in un’area chiamata “District Six”. Nel film si parla della difficile coesistenza tra un gruppo di alieni (i non umani) arrivata sul nostro pianeta per errore e la popolazione di Johannesburg, che li ghettizza e li tratta senza umanità. Gli alieni in questo caso sono quindi i protagonisti simbolo di una forma di razzismo, e la scelta di ambientare il film in Sudafrica naturalmente non è casuale: gli alieni sono vittime della diffidenza anche della popolazione nera più povera che vive come loro nei ghetti, ma per loro viene creata un’area riservata: il Distretto 9, dove si commettono ai loro danni abusi e maltrattamenti, anche e soprattutto da parte delle autorità governative. Dietro la ghettizzazione degli alieni si cela infatti la volontà delle grandi multinazionali di appropriarsi delle loro tecnologie in campo bellico per costruire nuove e potentissime armi. Un film avvincente, che tocca temi estremamente attuali, attraverso la figura di un protagonista atipico, che vive sulla sua pelle il dramma degli alieni, che faranno di tutto per riconquistare la giusta libertà.

Ecco una clip del film e un’intervista a Neill Blomkamp e Peter Jackson.

Il sito ufficiale è gestito dalla gestito dalla Multi-National United, la compagnia che nel film che controlla gli alieni. Dopo il messaggio iniziale della compagnia, la pagina web chiede chi siamo: umani o alieni. Naturalmente il sito non umano è in lingua aliena. La MNU ha anche un sito istituzionale, dove tra l’altro ci sono anche posizioni di lavoro aperte per umani e non umani.

In Italia nel sito è possibile segnalare la presenza di un alieno. Sono arrivate oltre 670 segnalazioni di Non-Umani a detta del gruppo fan di Facebook. Esistono anche due account Twitter: uno dell’organizzazione MNU e l’altro dei “Non Umani”.

Interessanti le iniziative di marketing non convenzionale. In California alcune panchine per attendere l’autobus sono state riservate agli umani.

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Sempre in California come a Milano e Roma l’accesso agli autobus è stato vietato ai non umani.

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Domenica scorsa in occasione della partita Parma Palermo un intero settore dello stadio Tardini di Parma è stato riservato al pubblico alieno.

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Il Parma ha indossato una maglietta unica: una T-shirt bianca con la scritta “In campo per i non umani”. Il messaggio verte sul tema chiave del film: la difficile coesistenza alieni e umani.

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ago 28 2009

Al cinema dal 28 agosto 2009, tornano Sid, Manny, Ellie e Diego ne “L’era glaciale 3: l’alba dei dinosauri”

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Dopo aver sbancato i botteghini di mezzo mondo, tornano anche nei cinema italiani gli eroi sottozero dei blockbuster mondiali “L’Era glaciale” e “L’Era glaciale: il disgelo” in una nuova incredibile avventura. Scrat, mentre sta cercando di conquistare la  sfuggente ghianda, trova il vero amore; Manny ed Ellie attendono la nascita del loro mini-mammut; Diego, la tigre dai denti a sciabola si chiede se non stia diventando troppo “mollaccione” ad andare in giro coi suoi amici; Sid il bradipo finisce nei guai quando crea la sua famiglia personale rubando le uova di un dinosauro. In missione per salvare Sid, il gruppo si avventura in un misterioso mondo sotterraneo, dove avvengono incontri ravvicinati con dinosauri e altri animali feroci, dove fanno la conoscenza di Buck, una donnola con un occhio solo costantemente a caccia di dinosauri.

Questa pellicola, impreziosita dal 3D, rappresenta la risposta della Blue Sky Studios al duopolio nel settore dell’animazione cinematografica Disney Pixar – Dreamworks. Ora la casa di produzione, in collaborazione con la 20th Century Fox ha già pronto “Fantastic Mr. Fox” e in lavorazione “Rio”, un’avventura sul Rio de Janeiro.

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Per quanto riguarda la nuova tecnologia tridimensionale, Carlos Saldanha, il regista ha dichiarato “Il 3D ci ha resi più consapevoli della composizione, della posizione delle macchine da presa e dei personaggi. Nessuna inquadratura doveva sollecitare in maniera eccessiva l’attenzione. Se il 3D poteva migliorare una particolare inquadratura, allora l’avremmo usato, senza sacrificare la composizione 2D”. Aggiunge il produttore John C. Donkin: “Volevamo offrire con il 3D un’esperienza migliore. Non abbiamo bisogno di gettare fumo negli occhi al pubblico, dal momento che il film e i personaggi sono di per sé vincenti”. “Siamo stati molto critici verso noi stessi per essere certi di realizzare il miglior 3D possibile”, dichiara il supervisore degli effetti stereoscopici Jayme Wilkinson. Alcune grandi scene d’azione sono state potenziate con il 3D: ad esempio, le sequenze in volo e una in cui Sid cerca di catturare le sfuggenti uova di dinosauro. Ma anche altre sequenze meno frenetiche sono diventate più coinvolgenti e divertenti con il 3D. “Quando Scrat va in giro annusando in cerca della sua ghianda e di Scrattina, il naso è al centro della scena”, spiega Wilkinson. “Quando poi incontra Scrattina, ci sono petali di fiore che fluttuano sullo sfondo e ti viene voglia di allungare la mano per afferrarli”.

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Curiosità
Le voci del film sono: per Manny di Ray Romano negli USA e Leo Gullotta in Italia; per Sid di John Leguizamo negli USA e Claudio Bisio in Italia; per Diego di Denis Leary e Pino Insegno; per Ellie di Queen Latifah e Roberta Lanfranchi; per Eddie Josh Peck e Lee Ryan in Italia; per Crash di Seann William Scott e Francesco Pezzulli; per Buck di Simon Pegg e Massimo Giuliani. La voce di Scrat è di Chris Wedge, produttore del film.

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Il personaggio di Buck non si ispira solo a Mr. Crocodile Dundee, ma anche l’avventuriero Frank Buck.

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Critica

  • “un ottimo film d’animazione digitale, semplicemente perfetto per un pubblico trasversale, che va dal bambino di 5 anni ai nonni di 80, ancora lontanissimo dai capolavori Pixar (il paragone non esiste) ma probabilmente molto più vicino di quanto si potesse pensare ai titoli della Dreamworks Animation.” cineblog
  • “Terzo capitolo della saga glaciale: divertente e condito di riferimenti alti, con un uso superfluo del 3D” mymovies
  • “La vera forza de L’era glaciale, alla fine, è proprio questa: sapersi rivolgere mai come in questa occasione sia ad un pubblico formato da giovanissimi che ad adulti più smaliziati, fondendo racconto epico e comicità, ma senza trascurare la componente essenziale data dalle emozioni.” cinematografo

Consigliato se ti è piaciuto… “L’era glaciale”, “L’era glaciale 2 – Il disgelo” e “Ortone e il mondo dei chi”.

Menny: Buck scusami ma quand’è che sei diventato pazzo?
Buck: uhm… circa tre anni fa, mi sono svegliato una mattina e avevo sposato un ananas.

Crash: Cos’è questo rumore?
Buck: “E’ il vento che ci sta parlando”
Eddie: “E cosa dice?”
Buck: “Non lo so, non lo parlo il ventoso”

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